27 Settembre 2020

FotoRilieviDroni

di Davide Porro – Operatore SAPR – Istruttore Pilota APR

Com’è fatto dentro?

Io credo che esistono due scuole di pensiero tra gli utilizzatori degli APR meglio conosciuti come droni. Una è quella che predilige un drone “ready to fly” e cioè che lo compra e, senza preoccuparsi di quello che c’è sotto la calotta di copertura, inserisce le batterie, lo accende e vola. E va benissimo poiché credo sia la soluzione giusta per il professionista che arriva sul posto, apre la scatola tira fuori il drone e lavora. Poi ci sono quelli come me che preferiscono invece “assemblare da zero” (acquistando componenti in giro per il mondo) il proprio drone conoscendolo nei minimi particolari e montando ogni componente personalmente, piano piano provando sul campo di volta in volta le soluzioni adottate per valutare se vanno bene o ci sono modifiche da fare.

Io sono un fautore ed “estimatore” dell'”elettronica a vista” e l’esposizione di tutti i cablaggi mi da un senso di sicurezza (forse aleatorio) nel senso che prima di ogni volo preferisco riguardarmeli e ricontrollare filo per filo che sia tutto a posto e correttamente collegato. Certo è molto più complicato ma io credo che aver conoscenza di come funziona e com’è fatto il proprio mezzo sia molto importante.

Suggerisco a tutti coloro che giustamente usano il loro drone solo come strumento di lavoro senza curarsi di come funziona, di approfondire alzando e sbirciando sotto la calottina che ricopre il vostro apr per vedere com’è fatto dentro. Sarà che io non ho mai perso quell’abitudine che da bambino (quindi più di 50 anni fa…) mi portava a smontare ogni nuovo giocattolo che ricevevo per la curiosità di vedere “com’era fatto dentro…”.

Davide Porro FotoRilieviDroni 335-59.40.639