29 Settembre 2020

FotoRilieviDroni

di Davide Porro – Operatore SAPR – Istruttore Pilota APR

Rispolveriamo il cavo di vincolo.

Premetto che non sono un fautore del cavo di vincolo che trovo scomodo e in certe situazioni anche pericoloso da usare. Ma visto che in alcuni scenari può essere indispensabile allora è importante ogni tanto fare dei voli sperimentali per controllare che tutto sia in ordine e utilizzabile in ogni momento.
Io utilizzo una treccia di nylon (circa 2 mm.) da pesca d’altura (che ha il pregio di essere resistentissima (se tiene lo strappo di un Marlin tiene anche un S900 :-)) e di un colore molto visibile. Naturalmente è fondamentale il punto d’ancoraggio sul drone poichè deve essere un punto possibilmente ombelicale e strutturalmente molto robusto.
Io lo ancoro incorociato a due dei quattro pilastrini del telaio centrale e la parte terminale del cavo è in acciaio da 1 mm. con un moschettone e girella sempre da pesca d’altura. A terra non utilizzo mulinelli o avvolgitori elettrici ma preferisco dedicare una persona/osservatore che tiene direttamente in mano il cavo come fosse un aquilone e lo tende o lascia andare guardando il drone e seguendo anche le istruzioni del pilota. L’altra estremità (una volta calcolata la lunghezza necessaria per rientrare nell’area di buffer (-5mt) in sicurezza), viene fissata a terra a qualcosa di solido o di pesante come ad esempio una catena in maniera che assorba gradatamente anche un eventuale strappo. A circa un metro sotto il drone posiziono un piccolo peso di piombo per tenere il cavo in tensione verso il basso. (Nel filmato il peso non c’è mentre si vede il fiocco rosa che ho posizionato per evidenziare il primo punto di ancoraggio sul drone). Durante le prove ho anche fatto qualche manovra brusca per controllare la reazione dell’apr e del cavo sottostante.
Come sempre se si parla di droni sono ben felice di poter scambiare idee e opinioni.
Davide Porro
FotoRilieviDroni 335-5940639

P.S. L’S900 è sempre l’S900!